Il giocatore d’azzardo è ingannato dalla fortuna o dal proprio cervello?

Diventare un amante del gioco d’azzardo può essere una questione di testa, o meglio di scherzi della mente.
Un gruppo di scienziati inglesi ha infatti identificato una parte del cervello collegata a questa forma di dipendenza.

carte da gioco

Spesso le persone durante il gioco hanno una percezione distorta delle loro possibilità di vincere a causa di un certo numero di errori di pensiero chiamati distorsioni cognitive.
Questa nuova ricerca britannica, guidata dallo scienziato Luke Clark all’università di Cambridge e pubblicata il 7 aprile 2014 su “Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America” (PNAS), giornale ufficiale dell’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti, ha evidenziato che un danno cerebrale all’insula interrompe questi errori di pensiero legati alla dipendenza dal gioco.

immagine insula
L’insula è una parte del cervello che riveste un ruolo importantissimo nell’elaborazione dell’esperienza emozionale soggettiva: è coinvolta negli aspetti valutativi dei processi emotivi internamente originati. Evidenze sperimentali fanno ritenere che essa abbia una funzione rilevante nel processo di mappatura degli stati viscerali connessi alle esperienze emotive. Inoltre l’insula parteciperebbe alla valutazione della valenza delle sensazioni enterocettive emozionali, in modo tale da ricoprire il ruolo di dispositivo di allarme per i pericoli avvertiti internamente o ingenerati da variazioni omeostatiche.
Dunque è in questa zona cerebrale che affonderebbe le radici l’ossessione per l’azzardo. L’ipotesi è che sia iperattiva nei giocatori patologici.
Gli scienziati sono partiti da un’osservazione pratica su alcune dinamiche che si innescano nell’azzardo: le vincite mancate ‘per un soffio’, per esempio, sembrano incoraggiare ulteriormente al gioco, anche se non sono diverse da qualsiasi altra perdita.

moneta testa croce
In una sequenza casuale come lanciare una moneta e vedere uscire ‘testa’, si è portati a pensare che ‘croce’ sia il risultato del prossimo lancio. Questo meccanismo è noto come la ‘falsa credenza del giocatore d’azzardo’.
Gli esperti sottolineano che ci sono sempre più evidenze del fatto che i giocatori problematici sono particolarmente inclini a queste erronee credenze.

slot machine
Partendo da questo presupposto hanno esaminato le basi neurologiche delle convinzioni sbagliate nei pazienti con lesioni in diverse parti del cervello.
I ricercatori hanno assegnato ai pazienti con lesioni in parti precise del cervello (dalla corteccia prefrontale ventromediale all’amigdala, o ancora all’insula) due diverse attività di gioco d’azzardo: una slot machine che può portare a vittorie o a vincite mancate di poco, e una roulette che implica previsioni su rossi e neri. L’obiettivo: suscitare le false credenze del giocatore d’azzardo.

roulette
Tutti i gruppi, a eccezione proprio dei pazienti con danno all’insula, hanno mostrato una motivazione accresciuta al gioco dopo una ‘quasi vincita’ alla slot machine. E anche nel gioco della roulette sono caduti nella rete delle false credenze.
Sulla base di questi risultati, spiega Clark, “riteniamo che l’insula possa essere iperattiva nei giocatori patologici, particolare che li rende più sensibili a questi errori di pensiero. I futuri trattamenti per la dipendenza da gioco d’azzardo potrebbero dunque concentrarsi sul tentativo di ridurre questa iperattività dell’insula, attraverso farmaci o tecniche psicologiche come le terapie di consapevolezza”.

tre campane

Fonti:
ADNKronos Salute del 7 Apr 2014

 

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